Archetipi Lunari – Mostra personale

Mostra personale di Arti visive

18 Maggio – 9 Giugno 2024
Chiesa dello Spirito Santo
Via Vittorio Emanuele 14 – Ciriè (To)

Con il patrocinio di Città Metropolitana di Torino e Città di Ciriè.

Catalogo e testi critici a cura di Stefania Maggiulli Alfieri, storica, sociologa dell’ arte e critica.
Allestimento di Lorella Gallina

       

 

ARCHETIPI LUNARI

Preparare questa mostra è stato come leggere me
stessa, raccontare la mia storia attraverso dei simboli
e riuscire a riconoscermi. Vedermi nelle opere che
richiamano la Luna, nei seni rossi e nelle morbide
curve, brillare sospesa nei tondi fatti di bianchi fili e
nuotare nel suo riflesso fino alla profonda oscurità
dell’acqua del mio Piccolo Lago. Luna che
accompagna il risveglio di Selene e la musica
silenziosa delle partiture di Debussy ritagliate in mille
piccoli pezzi.
Lei, che col suo flusso libera canali di energia
guidandomi nell’accettazione della mia parte
nascosta, ombreggiandone l’Eternità persino ai miei
occhi. E poi l’incontro con la Dea Madre e la scoperta
di quella femminilità potente e antica che chiama al
rispetto dei ritmi della terra e del corpo. Terra con cui
mi sporco le mani e creo vasi che contengono, si
svuotano, si rompono e che riparo con l’oro come
antiche cicatrici preziose.
Grata che il sogno creativo di una giovane ragazza si
sia manifestato in età matura permettendomi di
tradurre il prezioso bagaglio di esperienze di vita in
forme poetiche e visive.
La Dama del Lago dietro il cui pseudonimo mi
nascondevo ora lascia spazio a Lorella Gallina, colei
che ora sono, poi si vedrà, tutto è in
divenire.
Lorella Gallina

 

 

 

 

Quarantena

Un Alter Ego per esorcizzare la paura

di Lorella Gallina

Venti acquerelli 41×31 più uno, l’ultimo del  29-12- 2021

È una storia lenta fino a rivedere il cielo.
Sembra un film di fantascienza e non comprendo
Io sono rosso lui blu
Guardo fuori, il silenzio è surreale
Mi guardo dentro ed ho paura
Io evanescente figura
Sento l’umanità dolente e il mondo chiuso dentro
Io assente
Interpreto le mancanze e piango lontananze
Io come tanti, come tutti
È una storia che rallenta ed il cielo non si vede.

Preveggenza gennaio 2020

Quarantena giorno 1           l’attesa
Quarantena giorno 2            …
Quarantena giorno 3            …
Quarantena giorno 4           è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 5          è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 6          è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 7           è una storia lenta fino a rivedere il cielo

Quarantena giorno 8          è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 9          è una storia lenta fino a rivedere il cielo

Quarantena giorno 10        è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 11         è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 12        è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 13        zoppico un pò ma la storia è sempre lenta fino a  rivedere il cielo
Quarantena giorno 14         la storia è sempre lenta fino a rivedere il cielo

Quarantena giorno 15         la storia è sempre lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 16         è una storia lenta fino a rivedere il cielo

Quarantena giorno 17          la storia è sempre lenta ma procede fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 18           la storia rallenta ancora. Come lo rivedremo il cielo?
Quarantena giorno 19           la storia rallenta e si avvia verso la fine della prima fase.  Il cielo? Ancora non si vede.
Quarantena giorno   20        la storia ora si ferma. È la fine prima fase.
Per il cielo aspetteremo.
Verso la fine della quarantena       29-12- 2021

Colore e mobilità

di Stefania Maggiulli Alfieri

       

Per meglio comprendere un’espressione artistica,
talvolta trovo utile avvalermi di esempi presi da altri
ambiti creativi. Così per cogliere appieno il senso del
colore nelle opere di Lorella Gallina ci sarà utile far
riferimento alla musica.
Il colore irrompe nello stesso modo in cui, improvviso
può, in una sinfonia, alzarsi il suono di un violino,
costituendo un assolo che ammutolisce gli altri
strumenti.
Colore come suono puro e vibrante, gli azzurri che
caratterizzano le opere che seguono declinano tutte le
tonalità possibili dando vita ad una melodia ricca di
percezioni visive, accentuate dalla matericità e
insieme leggerezza dei materiali, tutto si armonizza in
perfetto equilibrio al cui interno scorre, ora
lentamente ora vorticosamente, un ritmo incalzante a
conferire dinamismo e mutabilità all’opera.

La Madre di tutte le Madri

 

      

..  Si tratta di una stele lignea di grande impatto visivo,
l’artista è riuscita a creare, attorno all’opera, l’aura
del rito e, insieme, di antichi archetipi di collettiva
memoria.
Attraverso essa ripercorre la storia stessa dell’uomo
riconducendola agli albori, ai primi aneliti che lo
spinsero verso ricerca spirituale.
La Grande Madre è ventre fecondo, è guerriera, è
pace e lotta.
Ma più di tutto la Grande Madre, la Dea, è donna.
Una donna di carne e sangue e insieme puro ideale e
spirito che muove l’universo, attraverso essa è
possibile. L’artista assurge a livelli superiori
liberandosi dei pesi, sociali e emotivi, che la
costringono alla dimensione più materiale.
Si compie quel prezioso processo di catarsi,
rappresenta il superamento e, in alcuni casi,
l’accettazione di traumi passati, dei conflitti interiori,
la Dea è donna, pronta a dare la vita e lottare per essa
ma capace di accettare la morte come fattore naturale
e inevitabile.
Luce e ombra si alternano, vista e cecità, ora tutto
affonda nelle monocromie per riaccendersi nella
purezza dei colori puri, senza compromessi, così lo
scorrere della vita, in vesti femminili, racchiude in sé
il mito e il rito, elementi preziosi al ricongiungimento
con il Sé profondo.
La Dama del Lago è definitivamente assolta,
sollevata dal peso del dolore che si trasforma, diventa
spada, rete e corazza.

                                                                                            Stefania Maggiulli Alfieri
Stele lignea – tecnica mista – misure 50×150

I Dauni 2018 III Edizione

 

Partecipare alla III Edizione del Concorso Internazionale d’Arte I Dauni  a Vieste è un’avventura che  stupisce e stimola  arricchendo sia dal punto di viasta artistico che umano. La proposta 2018 a cui partecipo per la prima volta è sperimentale: formare un’unica installazione a più mani e più voci, così da creare una sorta di “murales” con le opere di ognuno dei partecipanti, l’idea è di contrastare l’individualismo che spesso si trova nel mondo dell’arte. Ogni artista ha proposto una Parola Chiave rappresentativa del proprio lavoro. In tutto sono state individuate 57 parole  ed ognuno ha potuto utilizzarle per scrivere un breve racconto, una storia o una poesia.  I testi  raccolti e  pubblicati andranno ad arricchire lo stesso “Unico” espositivo.

Assieme ad artisti affermati ed emergenti sono presenti a Vieste le Eccellenze, artisti di livello internazionale presenti in musei, collezioni private, Enti Pubblici, il cui nome è ormai considerato tra i più rappresentativi del contemporaneo, noti su scala internazionale e provenienti da tutto il territorio nazionale e dall’estero.

La Vernissage si è tenuto il giorno 8Aprile 2018 alla presenza delle autorità  e dalla Presidente di Nikephoros Stefania Maggiulli Alfieri sociologa dell’arte e critica, curatrice della mostra e coordinatrice di giuria.

Il giorno di chiusura e premiazione si terrà il 12 Maggio 2018 con la premiazione degli artisti selezionati.  Per me è un grande onore avere uno dei premi intitolato con in palio oggetti artistici di mia produzione.

Giuria:

Dott.ssa Rosanna Mele storico critica d’Arte, Dott. Antonio Crescenzo, archeologo e storico critico d’Arte, Anna Clara Colazzo storica dell’arte, Prof. Antonio De Carlo docente Accademia Belle Arti – Bari, Prof, Peppino Turi critico d’Arte, William Frediani storico dell’arte, LucDeroo artista, Elisa Comotti artista,Coordinatrice: Stefania Maggiulli Alfieri, Presidente Nikephoros e critica d’Arte

Emozioni, fantasie e deliri di una signora (quasi) perbene

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/351795/la-dama-del-lago/

 

Alcuni miei scritti contenuti nel libro:

 

Ancora mi aggiro inquieta in cerca di me,

perduta per sempre.

 

 

 

La Dama del Lago

 Riscopro le mie radici

in quel piccolo lago

che tanto mi fu caro

nei giorni della freschezza

 

 

Ci sono giorni

 Ci sono giorni che gridano … basta!

 Ci sono giorni che sussurrano…ancora!

 

 

Indossare l’anima

 La mia anima è li

appesa ad una stampella per abiti

pulita,  stirata

emana una luce chiara, intensa

Pulsa è viva, la guardo

E’ soffio

e ombra

e suono

E’ candide pieghe

e paura

e perdono

L’anima è ancora lì, appesa

L’aria ci passa attraverso

E’a posto

Ora posso indossarla

 

 

 

       XX  Cromosoma donna

XX

XX                 Ed il gioco è fatto             XX

                          Sei femmina               XX

 XX                         Nasci                         XX

     Cresci

      XX         Vivi           XX

                 Vita  straordinaria di donna

                   XX                       XX     

                XX

               XX                       XX

Le Dee

Le Dee ritratte con la tecnica di decorazione ceramica della cuerda seca sono figure che liberamente si ispirano alla mitologia greca.  L’imprevedibilità e la forza dei colori ne delineano le personalità.

Curve

Progetto  CURVE

Ho iniziato questo progetto nell’agosto 2017 ma si può dire che ci lavoro da quando sono nata.

Il tutto è partito da alcuni studi sul disegno stilizzato del corpo femminile, tema che in questo periodo mi è molto caro in quanto donna non più giovane. Nascono successivamente dall’argilla forme femminili prive di capo e dagli arti mozzati che enfatizzano le linee del busto, figure dalle curve opulente che escono dalla terra rossa come antiche Dee dalla femminilità ancestrale. Madre terra che chiama al rispetto dei ritmi del corpo e della natura.  Dopo un periodo di pausa forzata a causa di  problemi di salute ecco  nascere prepotente il bisogno di ”gridare”  il dolore del mio corpo che mi sta abbandonando, un corpo che invecchia e manda segnali forti e chiari che sono costretta ad ascoltare.  Ricomincio dai pennelli e dalle tele. Tele grandi perché devo urlare. I corpi sono nudi rossi e neri su sfondi colore della terra, il seno strappato dal corpo a illuminare come una luna lo spazio intorno. Nasce la Parola chiave: CURVE

CURVE nude, senza vergogna né paura.  Il tempo fa cadere le sovrastrutture e ti lascia l’essenziale, il vero, ciò che importa. Sono CURVE drammatiche ma anche ironiche che contengono tutte le donne che sono stata e che sono in me racchiuse.  CURVE fiere, inarrestabili, inno alla femminilità e alla bellezza interiore di ogni donna.

Lorella Gallina

Il sogno

Sogni sospesi

 Sospesa nel sogno tremo di realtà mutata

Finestre buie attendono luci

Fessure di occhi serrati palpitano di lunghe ciglia

L’iride illumina intorno svelando il verde degli occhi

Un battito e sono

Un battito e non sono più

Ritorno sognante e sospesa

Lorella Gallina dal libro La Dama del Lago