Quarantena

Un Alter Ego per esorcizzare la paura

di Lorella Gallina

Venti acquerelli 41×31 più uno, l’ultimo del  29-12- 2021

È una storia lenta fino a rivedere il cielo.
Sembra un film di fantascienza e non comprendo
Io sono rosso lui blu
Guardo fuori, il silenzio è surreale
Mi guardo dentro ed ho paura
Io evanescente figura
Sento l’umanità dolente e il mondo chiuso dentro
Io assente
Interpreto le mancanze e piango lontananze
Io come tanti, come tutti
È una storia che rallenta ed il cielo non si vede.

Preveggenza gennaio 2020

Quarantena giorno 1           l’attesa
Quarantena giorno 2            …
Quarantena giorno 3            …
Quarantena giorno 4           è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 5          è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 6          è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 7           è una storia lenta fino a rivedere il cielo

Quarantena giorno 8          è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 9          è una storia lenta fino a rivedere il cielo

Quarantena giorno 10        è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 11         è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 12        è una storia lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 13        zoppico un pò ma la storia è sempre lenta fino a  rivedere il cielo
Quarantena giorno 14         la storia è sempre lenta fino a rivedere il cielo

Quarantena giorno 15         la storia è sempre lenta fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 16         è una storia lenta fino a rivedere il cielo

Quarantena giorno 17          la storia è sempre lenta ma procede fino a rivedere il cielo
Quarantena giorno 18           la storia rallenta ancora. Come lo rivedremo il cielo?
Quarantena giorno 19           la storia rallenta e si avvia verso la fine della prima fase.  Il cielo? Ancora non si vede.
Quarantena giorno   20        la storia ora si ferma. È la fine prima fase.
Per il cielo aspetteremo.
Verso la fine della quarantena       29-12- 2021

Colore e mobilità

di Stefania Maggiulli Alfieri

       

Per meglio comprendere un’espressione artistica,
talvolta trovo utile avvalermi di esempi presi da altri
ambiti creativi. Così per cogliere appieno il senso del
colore nelle opere di Lorella Gallina ci sarà utile far
riferimento alla musica.
Il colore irrompe nello stesso modo in cui, improvviso
può, in una sinfonia, alzarsi il suono di un violino,
costituendo un assolo che ammutolisce gli altri
strumenti.
Colore come suono puro e vibrante, gli azzurri che
caratterizzano le opere che seguono declinano tutte le
tonalità possibili dando vita ad una melodia ricca di
percezioni visive, accentuate dalla matericità e
insieme leggerezza dei materiali, tutto si armonizza in
perfetto equilibrio al cui interno scorre, ora
lentamente ora vorticosamente, un ritmo incalzante a
conferire dinamismo e mutabilità all’opera.

La Madre di tutte le Madri

 

      

..  Si tratta di una stele lignea di grande impatto visivo,
l’artista è riuscita a creare, attorno all’opera, l’aura
del rito e, insieme, di antichi archetipi di collettiva
memoria.
Attraverso essa ripercorre la storia stessa dell’uomo
riconducendola agli albori, ai primi aneliti che lo
spinsero verso ricerca spirituale.
La Grande Madre è ventre fecondo, è guerriera, è
pace e lotta.
Ma più di tutto la Grande Madre, la Dea, è donna.
Una donna di carne e sangue e insieme puro ideale e
spirito che muove l’universo, attraverso essa è
possibile. L’artista assurge a livelli superiori
liberandosi dei pesi, sociali e emotivi, che la
costringono alla dimensione più materiale.
Si compie quel prezioso processo di catarsi,
rappresenta il superamento e, in alcuni casi,
l’accettazione di traumi passati, dei conflitti interiori,
la Dea è donna, pronta a dare la vita e lottare per essa
ma capace di accettare la morte come fattore naturale
e inevitabile.
Luce e ombra si alternano, vista e cecità, ora tutto
affonda nelle monocromie per riaccendersi nella
purezza dei colori puri, senza compromessi, così lo
scorrere della vita, in vesti femminili, racchiude in sé
il mito e il rito, elementi preziosi al ricongiungimento
con il Sé profondo.
La Dama del Lago è definitivamente assolta,
sollevata dal peso del dolore che si trasforma, diventa
spada, rete e corazza.

                                                                                            Stefania Maggiulli Alfieri
Stele lignea – tecnica mista – misure 50×150